Le persone della comunità primal avranno già la risposta a questo mio quesito, ma curiosi interessati probabilmente no, percui spiegherò in termini chiari e concreti.

Questo è semplicemente il modo in cui la natura ci ha disegnato per mangiare: carne e latticini crudi sono cibi che generano VITA, i cibi di di origine vegetale sono cibo di sopravvivenza.

La nostra adattabilità a poter consumare piante in casi di carestia è una potente caratteristica per oltrepassare momenti difficili senza morire di fame, con comunque un lato negativo: ti danneggia la salute fisica e mentale. L’uomo moderno per caratteristiche socio-economiche, manipolazione occulta, ignoranza e stupidità, è portato ad abusare di questa possibilità anche in tempi in cui sarebbe possibile per gran parte della gente mangiare come un re dell’antichità.

Percui la legge naturale per l’uomo dice carnivoro se hai da mangiare, ma se non hai da mangiare raccogli le castagne per campare finchè non trovi altra carne e per punizione per la tua situazione avrai dei danni ,specie all’asse intestino cervello, dalle fitotossine del vegetale e dall’eccesso carboidrato.

Incastrati in questo dualismo originato dalle religioni abramitiche monoteiste la morte e l’uccisione sono visti interamente come processi negativi. Ma non è cosi. La morte come la nascita sono facce della stessa medaglia del magico e magnifico ciclo naturale della vita che dovremmo ammirare e capire non attaccarlo da un posto di ignoranza e stupidità bigotta.

La natura ci ha fatto carnivori e dovremmo essere orgogliosi e gioiosi di ciò poichè tutti gli animali più nobili in natura sono carnivori, un lusso per pochi. Le mucche, animali comunque sacri e fondamentali, devono ruminare per gran parte della loro vita, ritengo che noi dovremmo avere aspirazioni maggiori. Essendo stati creati per scopi, con poteri e responsabilità maggiori di quelli della mucca siamo carnivori permettendoci di nutrire il nostro corpo in una frazione di tempo di quella che impiega una mucca. I carnivori sono in cima alla piramide e l’uomo è sulla punta, un bambino lo capirebbe nel giro di due secondi. Il ruminante estrae energia dal suolo per noi, noi lo prendiamo dalla mucca. Così vuole la vita per l’essere umano il quale deve portare immenso rispetto per il regno animale, da cui può imparare molto.

Questa dieta, su un livello metafisico, è per persone che vogliono oltrepassare la trappola del dualismo a perseguire il viaggio per la conoscenza e lasciare l’ignoranza, la paura e il dogma dietro le spalle.

Su queste premesse risulta piuttosto evidente che questo modo di vivere può attrarre solo un ristretto gruppo di persone con mente e cuore ancora curiosi e liberi come quelli di un bambino.

Per le masse che scelgono il dogma a loro proposto dal sistema non vi è nessuna speranza di salvezza. La natura non è cristiana. La natura punisce severamente, giustamente, stupidità e codardia con una vita basata sulla sofferenza e sul vuoto fino allo scomparire nel profondo abisso che porta al nulla più totale. La poesia di TS Elliot è molto illuminante a riguardo:

Gli uomini vuoti

I

Siamo gli uomini vuoti
Siamo gli uomini impagliati
Che appoggiano l’un l’altro
La testa piena di paglia. Ahimè!
Le nostre voci secche, quando noi
Insieme mormoriamo
Sono quiete e senza senso
Come vento nell’erba rinsecchita
O come zampe di topo sopra vetri infranti
Nella nostra arida cantina

Figura senza forma, ombra senza colore,
Forza paralizzata, gesto privo di moto;

Coloro che han traghettato
Con occhi diritti, all’altro regno della morte
Ci ricordano – se pure lo fanno – non come anime
Perdute e violente, ma solo
Come gli uomini vuoti Gli uomini impagliati..

II

Occhi che in sogno non oso incontrare
Nel regno di sogno della morte
Questi occhi non appaiono:
Laggiù gli occhi sono
Luce di sole su una colonna infranta
Laggiù un albero ondeggia
E voci vi sono
Nel cantare del vento
Più distanti e più solenni
Di una stella che si spegne.

Non lasciate che sia più vicino
Nel regno di sogno della morte
Lasciate anche che porti
Travestimenti così deliberati
Pelliccia di topo, pelliccia di cornacchia, doghe incrociate
In un campo
Comportandomi come si comporta il vento
Non più vicino –

Non quel finale incontro
Nel regno del crepuscolo

III

Questa è la terra morta
Questa è la terra dei cactus
Qui le immagini di pietra
Sorgono, e qui ricevono
La supplica della mano di un morto
Sotto lo scintillio di una stella che si va spegnendo.

È proprio così
Nell’altro regno della morte
Svegliandoci soli
Nell’ora in cui tremiamo
Di tenerezza
Le labbra che vorrebbero baciare
Innalzano preghiere a quella pietra infranta.

IV

Gli occhi non sono qui
Qui non vi sono occhi
In questa valle di stelle morenti
In questa valle vuota
Questa mascella spezzata dei nostri regni perduti

In quest’ultimo dei luoghi d’incontro
Noi brancoliamo insieme
Evitiamo di parlare
Ammassati su questa riva del tumido fiume

Privati della vista, a meno che
Gli occhi non ricompaiano
Come la stella perpetua
Rosa di molte foglie
Del regno di tramonto della morte
La speranza soltanto Degli uomini vuoti.

V

Qui noi giriamo attorno al fico d’India
Fico d’India fico d’India
Qui noi giriamo attorno al fico d’India
Alle cinque del mattino.

Fra l’idea
E la realtà
Fra il gesto
E l’atto
Cade l’ombra
                Perchè Tuo è il Regno

Fra la concezione
E la creazione
Fra l’emozione
E la responsione
Cade l’Ombra
                La vita è molto lunga

Fra il desiderio
E lo spasmo
Fra la potenza
E l’esistenza
Fra l’essenza
E la discendenza
Cade l’Ombra
                Perchè Tuo è il Regno

Perchè Tuo è
La vita è
Perchè Tuo è il

È questo il modo in cui il mondo finisce
È questo il modo in cui il mondo finisce
È questo il modo in cui il mondo finisce
Non già come uno schianto ma con un piagnisteo.

Quindi in sostanza vi è una via di ritorno primordiale alle origini e alla vita vera simbolica che genera gioia e pienezza mentre dall’altra parte vi è una vita moderna e diabolica che genera sofferenza e vuoto fino a dissolvere lo spirito. Primal o vegano? La scelta è vostra.. Sceglierete quindi di provare a comprendere la natura amando il processo o di sfidare la stessa forza che ti ha creato per puro amore? La scelta è vostra. Noi siamo qui per chi ama la vita vera e la natura in toto e per chi sceglie la dura verità, gli inetti amanti delle bugie dolci gli lasciamo ai nutrizionisti con la laurea o ai fruttariani.

Sarei felice e onorato di poter anche solo aiutare una persona a raggiungere la sua meta facendola riappropriare della salute del tempio del suo spirito, il corpo.

Con amore,
Prodacle Armato