Nella prima parte di questo scritto abbiamo parlato soprattutto delle tribù naturali dimostrando che contrariamente al pensiero popolare, allo stato selvaggio molto del cibo viene consumato crudo, spesso ancora caldo dal corpo dell’animale come gli eschimesi in questo video:

In questa seconda parte invece parleremo di cosa rappresenta metafisicamente la cottura, sulle sue possibili origini e sulla sua dipendenza dal contesto socio-culturale moderno. Bisogna prima però chiarire un paio di dogmi. Innanzitutto accendere un fuoco non è impresa affatto semplice in molti ambienti e condizione climatiche senza l’uso di tecnologie moderne, e chi è andato banalmente in campeggio in posti un po umidi lo sa per esperienza. Un paio di anni fa, nelle alpi, raffreddati dalla pioggia, io e i miei amici volevamo accenderci un fuocherellino per scaldarci un pò. Avevamo sia accendino che carta in abbondanza ma dopo vari tentativi capimmo che non vi era verso di accenderlo e rassegnammo. Il mio consiglio percui è di smettere di guardare Bear Grills e di provare voi stessi ad accendere fuochi, capirete cosi che è ben più facile a dirsi che a farsi.

In secondo luogo la carne e il grasso crudo hanno un effetto ben più termogenico dei corrispettivi cotti e gli eschimesi lo sanno bene avendolo imparato sulla loro stessa pelle. Essi infatti ,per regola ,hanno di non cuocere mai il loro cibo a meno di essere meno di mezza giornata di cammino da un accampamento ,poichè sanno che vi è necessità del boost extra del cibo crudo per mantenerli in forze in quei climi ardui. Dovremmo percui eliminare dalle nostre menti l’idea del cavernicolo che infila tutto il suo cibo nel suo fuocherello essendo ben distante dalla realtà primordiale.

La natura è semplice. Per regola di base qualsiasi cosa che un bambino non pùo comprendere con relativa facilità è una menzogna labirintica di origine umana. Come mai tutti gli animali consumano il loro cibo nel suo stato naturale senza nessun problema mentre l’uomo deve cuocere qualsiasi cosa fino al midollo? Noi non sappiamo di preciso dove, quando e perchè l’uomo ha cominciato a cuocere gran parte del suo cibo ma possiamo solo formulare varie ipotesi:

  1. L’uomo ha cominciato a cuocere maggiormente il suo cibo con il dominio delle religioni abramaiche su quelle pagane. Tale religioni, che odiano e condannano tutto ciò che è naturale e quindi “pagano”, hanno inanzitutto bandito di consumare il sangue, il grasso del rene, la carne di cavallo e di maiale e probabilmente sono anche alla genesi della concezione che consumare la carne cruda è qualcosa di demoniaco e satanico. Gran parte della rovina dei nativi americani nasce dal fatto oscurato e poco risaputo che i cristiani, col loro credo malato, obbligarono essi a cuocere la loro carne perchè ritenevano che mangiarla cruda invocasse forze demoniache. Ciò creò molti problemi ai pellerossa non abituati a tale processo innaturale portandoli, insieme a molti altri fattori, alla rovina.
  2. la cottura è cominciata col passaggio da società pastorizie ad agricole per rendere un minimo utilizzabili i cibi vegetali che, contrariamente a quelli animali, diventano con il fuoco meno tossici e più facilmente digeribili portando per abitudine e col passare del tempo alla cottura del cibo in toto.
  3. Tentativo di distinguersi da parte di certi gruppi culturali più civilizzati rispetto alle popolazione ancora selvagge.
  4. Lavaggio del cervello da parte delle caste alte sui plebei per poter più facilmente gestire le masse, indebolendole. Esempio di come sia stata usata l’alimentazione in passato per gestire la plebaglia è la spinta del vegetarianesimo da parte degli aristocratici indiani, che continuavano a mangiare carne e latte in abbondanza, sulle mandrie, per ridurne soprattutto la fertilità e il vigore.
  5. Necessità, in caso non fosse possibile mangiare l’animale appena macellato, di ricreare il calore degenerando in abitudine e forme di cottura sempre più complesse.

Vi sono molte altre possibilità legate all’origine della cottura della carne e riteniamo che possono esserci stati più fattori insieme. Un altra ipotesi può anche essere che la cottura sia nata come esigenza da parte dei poveretti, obbligati a nutrirsi quasi solo di cereali con la rivoluzione agricola, di eliminare i parassiti dalla carne i quali, come spiegato in precedenza, in una dieta ipercarboidrata e ipoproteicha possono causare gravi problemi per via della loro eccessiva crescita. Le diete agricole infatti causano la necrosi di molti tessuti cellulari di cui il parassita si ciba. Oltre a ciò vi è l’assenza di proteine che dovrebbero completare il lavoro del parassita sostituendo le cellule morte con cellule nuove e robuste. Tutto questo pùo facilmente portare a ulcere o ostruzioni intestinali fatali. Tuttavia potete capire che la colpa non è del parassita, ma della dieta innaturale.

La concezione che la carne cotta rimane superiore a quella cruda nasce anche dal contesto culturale moderno basato sulle TEORIE evoluzionistiche che ci portano a pensare che la natura va combattuta, è imperfetta e crudele e che l’uomo, attraverso il suo progresso tecnologico deve imparare a superarla e domarla. In tale contesto, modificare attraverso l’uso del fuoco, un qualcosa che ci da la natura, è ritenuto un superamento e miglioramento della natura stessa. Pertanto è questa impostazione moderna di costante sfida e guerra al naturale che si è scelta l’uomo d’oggi in cui la cottura è vista come qualcosa di positivo mentre il crudo d’altro canto come addirittura qualcosa di “sporco”. Tuttavia vi è un piccolo problema in questa “filosofia”: è costruita sulla menzogna. Come abbiamo dimostrato in precedenza la cottura è un procedimento estremamente demenziale che causa la distruzione di nutrienti e la creazione di tossine con la conseguente diminuzione, non crescita, del contenuto cerebrale. Molto furbo inoltre, a nostro parere, sfidare la stessa forza, presente sia dentro che fuori di noi, che ha fatto in modo di creare con la sua divina armonia questo mondo pieno di meraviglie facendoci il dono della vita. Che cretini che devono essere stati i nostri avi che invece di emularci basavano la loro esistenza sul profondo rapporto d’amore con tale forza ammirandola e provando a capirne i segreti invece che sputarci sopra. Viva la modernità con la nostra longevità dimezzata, salute precaria e infelicità cronica….. tanto abbiamo i telefoni! Mica come i nostri antenati selvaggi che mangiavano ripugnante carne cruda e che probabilmente problemi di salute e depressione manco sapevano cosa fossero, nonostante la terribile assenza degli smartphone……

In sintesi la natura ci dona qualcosa di perfetto in premio a quella che è una della attività più soddisfacenti e divertenti, su cui infatti si basano tutti gli sport moderni e anche i videogiochi: la caccia. Carne cruda, sangue, grasso, vari organi deliziosi e pellicce fatte apposta dal divino per mantenerci in salute, in forze e felici in strutture biochimiche e molecolari perfette per la nostra fisiologia. Piene di enzimi, batteri, vitamine e minerali la carne cruda dei veri animali sono sempre state e non cessano di esserlo, fonti di gioia per l’animo umano. Eppure noi cosa facciamo? Bruciamo tale meravigiliosa creazione per sfidare gli stessi dei che ci hanno conceptio con amore, facendolo pure con vanto!

L’unica vera speranza, per chi ancora oggi può essere ancora ritenuto essere umano, è un ritorno alle nostre abitudini primordiali tornando a essere amici, non nemici di madre natura e seguendone nuovamente le leggi e insegnamenti. Ciò ci permetterà di mantenere la stessa luce negli occhi che hanno i bambini, fino alla nostra morte che impareremo ad accettare con serenità. Iniziando a mangiare carne cruda si intraprende questa strada, la strada dell’uomo primordiale. Io l’ho gia intrapresa da un pò e non ho nessuna intenzione di tornare indietro, e voi?

Con amore,
Prodacle Armato