Se avete letto i miei due articoli su “perchè primal?” dovrebbe essere chiara a questo punto l’importanza dei prodotti di origine animale nella dieta umana. Tuttavia una vostra legittima domanda potrebbe essere: perchè consumarli crudi?

In questo scritto spiegherò e dimostrerò, per via di raziocinio scientifico e osservazione naturale, la superiorità della carne cruda rispetto a quella cotta. Da quando l’uomo ha cominciato a cuocere il cibo?

Osservando le tribù ancora naturali e non contaminate dal veleno della civiltà moderna occidentale possiamo notare molti fatti interessanti, ma in questo aritcolo ci soffermeremo sulla dieta.

Queste popolazioni hanno tutte in comune un gran consumo di cibo animale, con una parte che varia in percentuale a seconda del popolo, di cibo crudo. Chi più chi meno non vi è famiglia “primitiva” che non consumi cibo animale crudo. Gruppi come i nativi americani e gli eschimesi, che vuol dire proprio “mangiatore di carne cruda”, avevano una dieta costituita interamente di cibi animali crudi prima del funesto arrivo dell’uomo bianco cristiano nelle loro terre.

Anche i masai, popolo pastore nativo del kenya e della tanzania, vivono ancora oggi quasi solamente di latte e sangue consumati ancora caldi dalla mucca con aggiunta di carne e grasso crudi e con quella che ritengo aggiunta più moderna, di carne cotta. Vi sarebbero un’infinità di storie estremamente interessanti da dire su ognuna di queste razze indigene ma dovremmo tenercele per un altra volta. L’unica cosa veramente rilevante per questo articolo è di farvi notare che tutte queste tribù, che vivono quasi interamente di caccia o di pastorizia, condividono un eccelsa saluta fisica e spirituale accompagnata da quella che è una praticamente completa assenza di malattie sia mentali che di corpo accompagnata da una longevità, contrariamente a quello che ci hanno fatto pensare, ben superiore alla nostra.

Molti dei masai africani, con testimonianze anche su youtube, vivono tranquillamente fino a 100-120 anni senza nessuna malattia di tipo degenerativo. Leggermente meno vivono gli eschimesi che nonostante oggi cucinino parte del loro cibo nei calderoni germanici, portati dall’uomo europeo nella conquista delle americhe, riescono a vivere fino a 90-100 anni in terre in cui un bel vaccinato e “colto” occidentale sopravvivrebbe meno di qualche giorno. Per menzogna, a questo popolo famoso sia per i climi gelidi in cui vive che per il calore della sua anima gioiosa, viene associata una longevità minima, sui 30 anni circa, causata dalla loro dieta “squilibrata”. Tale menzogna mette le sue fondamenta sul fatto che alcuni spiriti avventurieri del loro popolo decisero di vivere con l’uomo bianco nei suoi accampamenti, mangiando il suo cibo. Zucchero, cibo in scatola, pane e carne cotta erano estremamente estranei alla fisiologia dei nativi abituati al vero cibo dell’essere umano, con conseguenze disastrose. Tubercolosi, carie da suicidio, problemi metabolici e cardiaci erano il risultato inevitabile di questo cambiamento brusco facendoli morire molto prematuramente rispetto ai corrispettivi che scelsero, giustamente, di non fidarsi del caucasico cristiano e di mantenersi alle loro tradizioni.

Le popolazioni da me elencate in precedenza oltre a essere estremamente in salute, longeve e soprattutto FELICI, sono incredibilmente forti e vigorose sia nel corpo che nella mente. I nativi americani spaccavano il ghiaccio degli stagni coi loro corpi per lavarsi in pieno inverno, storie narrano che avessero la pelle talmente robusta che per abbatterne uno ci volessero almeno 4 frecce ben posizionate e correvano talmente veloci da riuscire a star dietro ai bisonti nella fase di accelerazione. Gli eschimesi possiedono invece dentature e mascelle così robuste da permettergli di portare oggetti pesanti con la bocca e di masticare persino le ossa.

I masai, alti spesso più di due metri e progenitori di tutti gli atleti fenomenali del basket americano, vanno a caccia di leoni muniti solamente di una lancia arrivando addirittura a intimorire i leoni stessi. Tuttavia queste tribù, studiate da Weston Price personalmente nel suo secolare libro Physical degeneration, non erano completamente incontaminate. L’unica persona a che è riuscita a conoscere una popolazione nativa addentrandosi nel profondo delle filippine, col rischio di essere incarcerato a vita(chissà perchè…) è il nostro ben amato Aajonus. Tribù diffidenti, per fortuna loro, si sono isolate nel cuore dell’arcipelago filippino nutrendosi esclusivamente di cocco, grasso saturo, e di pesce crudo. Aajonus, estremamente colpito dalla perfezione fisica e dal vigore di questi “esemplari” ben più robusti e virili dei moderni abitanti del paese, è giunto a sapere con sua meraviglia tramite traduttore che le persone davanti a lui , che dimostravano si e no una trentina d’anni, erano in realtà settantenni. Viene strappata quindi, osservando tutte queste tribù meravigliose di pastori, cacciatori e pescatori, la putrida e meschina balla secondo la quale il “selvaggio” è un essere incolto quindi malato, cattivo, stupido, inferiore mentre l’uomo moderno d’altro canto si erige avanzato, dai sani principi , essere che è riuscito a tutelarsi dalla natura cattiva e quindi superiore ad essa coi suoi vaccini, cibi pastorizzati in scatola e il mare di concime che ha in quello che è oramai un cervello in via di decomposizione. La verità, amici miei, è che noi moderni, proprio grazie a quelle cose che vengono tanto elogiate dalla società, siamo gli esseri più malati, deformi, disarmonici e soprattutto INFELICI che abbiano mai messo piede su questa terra con una media di vita che è la metà di quello che vivevano le persone secondo natura, i cosiddetti “barbari”.

Esempi moderni: Emma Morano e i sardi

Il sistema vuole farci pensare che le persone più longeve e in salute sono simil vegetariani o peggiò ancora, vegani. Una menzogna, l’opposto della realtà. Tra i più longevi al mondo abbiamo i sardi, grandi mangiatori di formaggi (alcuni anche “marci”) e carne, e i giapponesi di okinawa il cui detto è: si inizia col maiale e si finisce col maiale. Oltre a questi abbiamo i pastori del caucaso col loro amato kefir e i monaci tibetani che vivono sostanzialmente di burro e latte di yak mettendolo persino nel loro tè. M ancora più eclatante è il caso di Emma Morano, la donna che secondo referti moderni, ha vissuto più a lungo. Emma, avendo problemi di anemia in età giovane andò dal suo dottore che ai tempi, contrariamente al mondo d’oggi, aveva ancora effettivamente conoscenza e a cuore la salute dei suoi pazienti. Il dottore, per via della sua anemia, le prescrise una dieta di carne cruda e uova con la quale la signora si trovò molto bene portandola a mantenere tale dieta fino alla veneranda età di 120 anni.

Ma è genetica! Urleranno quasi come intimoriti i moderni. Spero però che abbiate capito che le storielle della genetica e dello stress sono dei parafulmine per ciò che veramente influisce sulla salute: la dieta. Molti mammiferi in natura vivono 7 volte il loro periodo di maturazione completa e non si capisce perchè per l’essere umano dovrebbe essere tanto diverso. Il periodo di maturazione dell’uomo è sui 21 anni, fate voi i vostri calcoli.

Cosa succede con la cottura?

La cottura non crea nulla di buono, tranne il calore. La cottura, si ricorda che qua stiamo parlando esclusivamente di cibi animali, ha come unico beneficio il calore con molti effetti collaterali.

Quando cuociamo la carne infatti stiamo compiendo un atto talmente intelligente e civilizzato da distruggere gran parte dei nutrienti ed enzimi al suo interno creando allo stesso tempo parecchie tossine ben documentate tra cui: heterocyclic amines (HCAs) and polycyclic aromatic hydrocarbons (PAHs), lipidi perossidi, AGE’s e acrilamidi. Beh che dire, complimenti Forrest, metti il tuo cibo nel fuoco, è sicuramente una grande idea bruciarlo!

Ma i batteri e i parassiti vanno eliminati! Sono estremamente pericolosi urla la CASTA medica. Andatelo a dire, signori dottori con la sindrome metabolica e con uno dei tassi di suicidi più alti tra le varie professioni, ai masai, agli eschimesi, ai sardi mangiatori di casu marciu pieno di vermi e a Emma Morano. Aajonus ha mostrato, con vari esperimenti da laboratorio finanziate da se( il cibo non è patentabile come farmaco), che parassiti e batteri sono simbionti dell’essere umano, non nemici. Sono i nostri spazzini interni e si cibano esclusivamente di tessuto morto e degenerato prevenendo così anche la formazione di tumori o palle di cellule morte. Il parassita infatti cresce e si sviluppa eccessivamente solo con diete ipercarboidrate e ipoproteiche creando possibili problematiche mentre in diete naturali non crea assolutamente nessun tipo di danni, anzi è di gran aiuto per l’apparato digerente con importante scopo digestivo. Il 90% del corpo umano è batterico, senza batteri semplicemente non esistiamo. Il nostro intestino ha 4kg di batteri tra cui l’escherichia coli che è fondamentale per portare gli amminoacidi al sistema nervoso. Sulla nostra pelle siamo pieni zeppi della “pericolosissima” salmonella. La nostra società utilizza i parassiti e i batteri come copertura per non spostare l’occhio della torre sui i veri nemici, le tossine industriali e i vaccini, facendo passare dei nostri grandi alleati per nemici e dei nemici insidiosi per salvatori miracolosi.

Spero che cominciate a capire quante luride bugie ci sono state spacciate come verità assolute per tenerci alla larga dalla salute vera. L’uomo moderno si sta distruggendo con le sue stesse mani elogiandosi allo stesso tempo! Che tempi folli quelli in cui viviamo! Per terminare vorrei dire se non altro, contrariamente a quello che dicono gli “scienziati”, che se la carne cotta ha fatto qualcosa al nostro cervello è stato quello di rendercelo più piccolo e il mondo d’oggi ne è una perfetta dimostrazione.

Salute,
Prodacle Armato