Il ragno danzava dinanzi al fuoco oramai in procinto di spegnersi mentre le mosche, in balia della sua fitta ragnatela, osservavano incuriosite la scena. 

“Perchè tu balli attorno a un fuocherello così misero o ragnetto?”

“Io ballerei anche senza fuoco mosca, questo è ciò che un ragno fa, a priori”

“Mah, sembra una cosa piuttosto stupida da fare e senza un senso preciso, non sarà mica che voi ragni siete un pò tonti?”

“Mosca, il senso cè eccome ma tu non lo capisci, ed è abitudine degli stolti chiamare stupido ciò che non si conosce, e chiamare tonto chi ti ha intrappolato nella sua ragnatela può essere cosa degna solamente di una mosca”

Bzz, bzz, bzz ronzavano infastidite dalle parole del ragno. 

Proseguì il ragno: “Un giorno arriverà in cui i ragni smetteranno di ballare attorno al fuoco. Quel giorno i ragni si dimenticheranno chi sono realmente e cominceranno a ritenersi pari alle mosche, mischiandosi anche con esse. Saranno giorni molto bui quelli sia per noi che per voi, arriveranno gli scarafaggi che dilanieranno ambe due le stirpi di creature. Capirete che noi ragni in fondo in fondo tanto cattivi non siamo.”

“La vostra arroganza da ragno mi porta il volta stomaco, vi considerate così superiori a noi eppure entrambi mangiamo, evacuiamo, respiriamo e desideriamo affetto. Noi siamo già pari.”

“Mosca, posso anche comprendere il tuo banalissimo ragionamento ma ti dimentichi di una differenza sostanziale tra le nostre due specie. Noi danziamo attorno al fuoco mentre tu ronzi sulle feci più luride. Noi seguiamo gli insegnamenti tramandati dai nostri padri ragni, voi girovagate nel vuoto senza saper fare altro. Io e te, mosca, in comune non abbiamo proprio niente, tu nasci dagli escrementi, io mi calo dal cielo”

Le mosche, inacidite da parole che in fondo in fondo sapevano essere vere, risposero:

“Ragno, noi proviamo odio nei tuoi confronti per queste folli parole. Voi ragni siete solamente dei pazzi pieni di sé”

Dopo un lungo silenzio il ragno, che altro non poteva fare che osservare impietosito la natura inferiore di quegli essere che a breve avrebbe ingerito, gli diede l’ultima perla di verità prima di cenare:

“Mosche, voi pensate di odiarci, ma in realtà ci amate profondamente. Le nostre ragnatele e la nostra esistenza portano un minimo di senso alla vostra vita, rimpiangerete amaramente il giorno in cui i ragni cesseranno di esistere.”

Il ragno dunque, stufatosi della conversazione con quelli esseri pieni di vuoto non vedendone una possibile continuazione razionale, si nutri dei loro corpi e proseguì la sua sacra danza attorno al fuoco, fino al prossimo pasto. 

Questa è la via del ragno, la via di chi si cala dal cielo per poi tornarvici, una via di conoscenza, saggezza e distaccamento dal futile, una via di dominio sulla materia e sullo spirito., una via antica che regge i pilastri di questo mondo bizzarro, una via per pochi.