Va servita fredda come la neve d’alta montagna, deve colpire all’improvviso come una slavina. Non dimenticare chi ti ha ferito o tradito, non porgere l’altra guancia, metti nel cassetto un coltello col nome dell’infame e tiralo fuori quando le acque sembrano più calme e non vi è sospetto d’onda. Con pace siderea taglia la gola del tuo nemico vigliacco, mostragli il tuo sguardo infuocato fissandolo negli occhi mentre la vita abbandona il suo corpo marcio come la sua anima. Rimane responsabilità dei giusti far giustizia, se essa non viene fatta la feccia continuerà a cospargere di lercio questa terra magica. Gli spiriti di tali carogne vanno rispediti nell’abisso di vuoto da cui sono stati generati: niente minacce, niente parole, niente lettere. Azione, decapitazione. Can che abbaia non morde, e noi non abbaiamo. Il nemico va abbattuto poichè le ferite che ti ha inflitto all’anima sono tangibili quanto il sangue nero putrido che scorgerà dalle sue vene corrosive al momento del trafiggimento. Peggior di tutti è il traditore, l’infame a cui apri le porte del tuo cuore che lui sceglie di pugnalare quando meno te lo aspetti, tortura per morte è fortemente consigliata per tali individui, una morte veloce e indolore sarebbe regalo fin troppo generoso.

Come disse Marco Aurelio, non abbassarti al livello del nemico, l’onore va mantenuto. Niente minacce a famigliari che non centrano nulla, sarebbe da vigliacchi, diventeremo come loro, avremo perso. Il bersaglio è uno, il nemico o il traditore, ci vuole precisione da assassino.

Onorevole era la via del passato di sfidare a duello chiunque ti recasse offesa grave, duello mortale, ma sarà il vigliacco infame disposto ad accettarla? Rispetterà le regole del combattimento? Tale proposta è meritevole per un traditore? Si merita il rispetto di un duello o si merita di essere incappucciato e incatenato nel suo terrore fino alla fine dei suoi giorni inutili? Al vendicatore la scelta ma va detto che il duello è la via più pura e gradita agli dei. Che vinca il più forte poichè purezza d’animo è forza di braccio e le carogne scappano dinanzi alla furia celeste.

L’offesa al proprio onore o il tradimento di uno della cerchia interna van puniti, chi porge l’altra guancia in tale occasione si mostra debole, inetto e codardo. Chi cerca e desidera vendetta, eroico e coraggioso. Che giustizia sia fatta a duello, come nell’antichità. Avvocati e legge servono solo per tutelare donne, bambini, malati e anziani, ma un uomo che possa ritenersi tale deve imparare a farsi giustizia da solo. Prima tuttavia di aver stabilito con profonda riflessione, distaccato nel limite del possibile dalle tue emozioni vulcaniche, se si è veramente nel giusto. Siate onesti con voi stessi, tale persona ha ferito il vostro onore, cuore o fiducia o il vostro ego? Pensateci bene pichè vendetta è guerra e guerra è cara.

Ricordo, per terminare, che è compito del buono giustiziare e che lasciar impuniti i malfattori è insulto a se stessi e alla natura divina. Se uno vi tira uno schiaffo sulla guancia giustizia vuole che gli venga tirata una mazza sui denti, bisogna essere uomini veri, pagani, non cristiani. Lasciate che a porgere l’altra guancia siano i mercanti desertici originati dalla melma.

Prodacle Armato