Schiavi degenerati calpestano le terre che un tempo appartenevano ai grandi antichi, uomini nobili dai molti talenti, stelle infuocate in confronto agli ammassi putrescenti del ventunesimo secolo.

Masse senza anima, automaton di ogni forma, si muovono in queste città come se guidati dal nulla dell’abisso. Di sicuro non sono di mia stessa specie codesti ignobili ammassi di carne marcia. Omosessuali, vegani, atei, progressisti, transumanisti, materialisti, femministe, transessuali, comunisti, relativisti, NewAger, anti-umanisti, animalisti, cristiani, mussulmani, buddisti corrotti, uomini senza palle, donne senza dolcezza, scarti genetici vivi solo grazie all’agricoltura e al sistema. Tutto ciò dai mandriani viene chiamato progresso, io lo chiamo blasfemia e insulto agli dei, quelli veri. Questa gens è uscita fuori con l’oscurità del kali yuga, un’era buia ma forse necessaria e comunque unica. Se d’un lato vi è il fascino dell’orrore nel vedere questo spettacolo tenebroso da quella che è un anima antica come la mia, d’altro canto vi è l’orrore nel dover vedere cosa ha partorito la razza dei bipedi in questi tempi.

Per tanto io inneggio e canto con gli dei col desiderio che questo mare di degenerazione venga riassorbito negli abissi più profondi, unico posto che gli spetta.

Gloria al divino, agli dei e a me stesso. Che possiamo tutti imparare da quest’era di corruzione e uscirne più forti e saggi di prima.

Con odio profondo, una delle emozioni più sane,

Prodacle Armato