Il canto di Iluvatar è ciò che mi fa andare avanti in questo mondo in cui l’abisso sta diventando sempre più potente. La sensazione che ci sia gioia anche nel momento di dolore maggiore. Quel bambino biricchino e felice dentro di te che guarda tutto con meraviglia. La mia luce interiore che si estinguerà solo se cedo alle miserie e smetto di cercare la vita vera rifugiandomi nella sopravvivenza. Come lo schiavo. Ma io non sono uno schiavo. Manco per la minchia. Sangue puro e focoso scorre nelle mie vene, sangue d’europeo rivoltoso. Sangue d’orso delle montagne sporco di domesticazione. Ma ce la scrolleremo via questa polvere, questo mare di melma insulsa installata nelle nostre membra. Che quest’era sia buia non vi è dubbio, ma nel buio la vista si adatta per chi osa tener gli occhi aperti e si possono vedere cose che di giorno non dimorano. Pertanto non disperiamo, non crolliamo cercando rifugio nelle superficialità, nelle droghe, nelle false relazioni. Non illudiamoci. Affrontiamo a petto alto questa ondata di materia fecale del 21 esimo secolo. Diventiamo oltre la durezza del ferro: diveniamo duro acciaio che può rompere oro, argento e bronzo assieme. Che lo spirito e il corpo diventino duri come l’acciaio. Un acciaio incorruttibile e impiegabile. Solo così potrà esser fatto qualcosa in tempi come questi. Il ferro può arrugginire e divenire parte della melma o temprarsi con le forge dell’anima infuocata e diventare puro acciaio, l’uomo più forte del crollo degli dei. L’uomo che si alza e avanza anche nel buio profondo con un sorriso sulla faccia e un’ascia nella mano. Spegnendosi la luce del mondo, la luce del cuore diverrà più forte e luminosa di altre ere. Sarai una razza d’uomo nuova, la più dura e forte mai esistita perchè a differenza degli altri sei cresciuto nella miseria spirituale. Dalle paludi kali-yughiche ti sei eretto da schiavo fino a diventare un re con la corona e la spada d’acciaio splendente. Gli dei stessi si inchinano dinanzi alla forza e tempra di simil statua pontefice. Che la poesia del mondo continui. Che i re della quarta era riemergano dalla domesticazione con la gloria dei loro avi. Sono tempi di forza bruta e di sana follia luciferina. Un uomo nuovo nascerà, una razza celeste ma con l’ineguagliabile forza del metallo della terra. Gloria al re d’acciaio, il re più glorioso e robusto di tutti i tempi. Gloria al kali yuga! Che onore poter errare in queste lande in questi tempi, quanta gloria da conquistare!