L’uomo è un ponte tra la materia è il divino. Nella sua perfezione pertanto, per forza di genialità sovrannaturale, non può che essere una manifestazione imperfetta. Bizzarra, folle, maestosa, incredibile, spaventosa, macabra e stupenda allo stesso tempo. La mia esperienza di essere uomo passa costantemente da attimi di meraviglia ad attimi di sconforto togli fiato. In tutto questo tuttavia vi è un suono nella nostra esistenza, un suono che soli pochi eletti sono in grado di sentire, un sottil canto armonico di bellezza da suicidio. Una bellezza che porta al pianto e alla risata allo stesso tempo, una bellezza che ti fa capire che dopo tutto, non tutto è vano e che allora tutto risplende.  

Una bellezza che ti fa realmente capire l’amore che il divino prova per il tutto, l’amore che esso è e che manifesta con le sue stesse espressioni. Non vi è nulla di più puro che il suono e il bacio di questa armonia. 

Al che sorge una domanda mia, ma la disarmonia, fa parte di questa armonia? La risposta è si e no allo stesso tempo ed è questo il più grande mistero di questa vita, dopo l’armonia stessa. Vi capita mai di essere stanchi di essere felici? Di ricercare proprio quasi di inerzia la sofferenza in taluni casi? Il mio animo fa proprio così, è quasi come se la sofferenza in fondo in fondo fosse la benvenuta alcune volte anche se può risultare massacrante. 

Io piango piango, poi mi alzo e ballo ridendo come un bambino. Arrampico la montagna poi mi lancio giù a capofitto poco prima di aver raggiunto la vetta e in fondo in fondo di ciò son contento. Il punto è proprio questo, l’armonia trascende la felicità e l’infelicità, la gioia e la depressione. 

E vissero per sempre felici e contenti? Non vi è peggiore maledizione di una frase di questo genere, io non voglio essere felice, io voglio sentire l’armonia, diventarne parte, farci l’amore. Di che me ne faccio della felicità? 

Gran parte dei problemi del mondo moderno partono dalla incapacità degli uomini di percepire l’armonia ricercando la loro concezione di “felicità”. Ma la felicità, come intesa dai moderni, dura assai poco o proprio non esiste…… e per fortuna! Di orrori ve ne sono a bizzeffe in questo mondo ma certe cose proprio no! 

Pensate che fosse felice uno spartano con famiglia di andare a morire in battaglia anche se possedeva donne e bambini stupendi ad aspettarlo al suo ritorno? No, ma esso sapeva che vi è qualcosa di ben più valoroso della felicità, l’armonia. 

All’ interno dell’armonia vi è una parte disarmonica, che allo stesso tempo fa parte dell’armonia ma che non ne fa realmente parte. Capite per quale motivo chi non è in grado di percepire tale armonia, ma segue soltanto il suo raziocinio, è destinato alla follia e al degrado materiale? 

Se non siete in grado di vedere la pura bellezza di una battaglia tra romani e teutoni, pronti a dar la vita per l’armonia, splendenti nelle loro armature con l’animo danzante, non avete capito un cazzo della vita. 

Se non siete in grado di vedere la bellezza, in ogni lato dell’ emozionalità e psiche umana, vuol dire che non riuscite più a sentire l’armonia. Chi a me spaventa veramente non è il brutto o il cattivo, il pazzo o il perverso, ma è colui che non riconosce l’esistenza dell’armonia e che arranca nella sua vita alla ricerca della felicità, che tali persone spariscano da questo mondo, lasciando in vita solo chi sa sentire il sapore, l’odore, il suono della musica divina e chi è pronto a morire per essa col sorriso nel cuore.