Senza guerra non vi è vita. Questa è una dura realtà da accettare per un uomo moderno, condizionato ad amare la “pace”, intesa per lo più come assenza di violenza che come vera pace. Il problema del mondo moderno è la trasformazione della guerra. Siamo passati dalle battaglie tra nobil guerrieri che combattevano per la gloria e la trascendenza dalla miserabile vita materiale e umanitaria, alla guerra per la sopravvivenza in un mondo spiritualmente in procinto di morire. Dalla battaglia delle Termopili alla battaglia per chi è più popolare, ricco, bello o simpatico.  La verità e che attraverso la guerra, l’uomo antico ricercava e otteneva la libertà. L’uomo virile dell’antichità faceva la guerra per rompere il soggiogo della paura della morte e per un sano disgusto nel cadere in una vita al cui centro stava il sentimentalismo e l’interesse per le cose materiali. L’uomo moderno è schiavo non del sistema, ma di se stesso. 

L’uomo moderno cede alla paura in ogni ambito della vita, schiavo dei suoi istinti più bassi, incapace di dominare se stesso. Siamo passati dal legionario che andava in battaglia con un sorriso sulla faccia, al ragazzetto che si lamenta di tutto senza nemmeno il coraggio di tirare un pugno a un suo nemico. Dai duelli al coltello di inizio 900 siamo passati al “ ti denuncio bastardo!”.

La nostra generazione è un branco di luride checche senza palle. Invece che crescere con padri virili dal petto villoso e dal braccio robusto pronti a insegnarci la via per diventare uomini, cresciamo con madri nevrotiche che ci portano a un infrocimento spirituale. Invece che essere educati ad essere rispettosi, giusti, forti e duri veniamo cresciuti a suon di carezze e coccole materne diventando dei rammolliti. Molti ragazzi d’oggi giorno poveretti, psichicamente e fisicamente fragili come non mai, finiscono per andare dagli psicologi che non faranno altro che portarli alla commiserazione di se stessi e a un ulteriore indebolimento, con spesso il risultato di trasformarli in ricchioni. La psicologia è malsana per un ragazzo di tale tipo: quel di cui avrebbe realmente bisogno è di qualcuno che gli insegni a diventare più forte, non a leccarsi continuamente le ferite. La vera pace la può conoscere solamente una società guerriera. La vera pace interiore l’hanno conosciuta solo gli spartani, i romani, i pitti e chiunque andasse in guerra pronto a morire per la gloria. Chiunque sia schiavo della paura della morte, non potrà mai dichiararsi in pace. Per questo io dico che la guerra è l’unico rimedio per avere la pace dentro di noi. 

Va detto che purtroppo la tecnologia ha completamente rovinato la bellezza della guerra fisica. Per tanto all’uomo d’oggi non resta che una via di guerra spirituale contro le proprie inferiorità e debolezze interne, la guerra vera è liberarsi dalla gabbia dorata in cui ci ha messi la società moderna. 

L’atto, per un uomo d’oggi che vuole fare la guerra, può essere quello di lasciare alle spalle tutta le sue attività inutili borghesi da città e tornare a fare il pastore in aperta campagna. L’atto di preferire una brandina in una roulotte a un materasso in un bilocale a milano è di per se una dichiarazione di guerra al sistema. Sacrificare inutili comodità per ottenere una cosa ben più preziosa, la libertà, oggi giorno è un atto di guerra. Meglio la morte che la prigionia. Solo ripetendo questo concetto, forse, un giorno, potremmo tornare a essere liberi. Fino a quel giorno non saremo veri uomini, ma bipedi con un cuscinetto di carne in mezzo alle cosce.