Invertito era un termine usato nell’antica Roma per indicare “uomini” a cui piaceva fare le donne con altri uomini. Essi perdevano infatti ogni qual sorta di diritto legato all’essere un vir in quanto l’atto di farsi dominare sessualmente da un’altro uomo era indice di una carenza di virilità spirituale. Maggiormente accettata invece are la pederastia, in cui un vir confermato vero e proprio dominava sessualmente un ragazzo che non aveva raggiunto la maturità. 

Perchè ho deciso di trattare di questo argomento sul mio sito? Perchè rimane un tema, quello sessuale, delicato e da analizzare propriamente. Se da un lato vi è il bigottismo cristiano soppressore di tutto ciò che è naturalezza e gioia di vita dall’altro lato vi è la moderna degenerazione degli ambienti lgbtq, che altro non sono che un’agglomerato di individui degenerati che ricercano nel libertinaggio sessuale depravato una qualche forma di libertà, per compensare la loro vuotezza intima e la loro mancanza di identità virile di alcun tipo. 

Come in ogni cosa vi è un equilibrio delicato, equilibrio che è nemico sia del cristianesimo che della modernità ma che invece era ben compreso dagli avi pagani. 

Pertanto vi sono una serie di domande da cui partire per analizzare quest’argomento:

1)L’omosessualità è naturale?

2)L’omosessualità nei tempi moderni è naturale o frutta di una degenerazione interna di massa e di spinta sociale?

Alla prima domanda io non posso rispondere facilmente. Non so se in tempi primigeni fosse effettivamente praticata o meno. Nessuno sa niente. Gli esempi tuttavia da più osservare sono quelli delle realtà pagane pure da forme di infezioni abramitiche di tipo moralista.

Come abbiamo già detto a Roma non era accettato che un uomo venisse posseduto da un’altro uomo. Esso veniva considerato femmineo e a ragione. Il concetto di virilità è legata all’archetipo di un uomo forte, guerriero e dominatore e l’atto di farsi prendere da un altro uomo in parte passiva è completamente antitetico a ciò. Come i Romani e i Greci tuttavia non vedo nulla di negativo nel possedere un giovane se vi è attrazione sessuale per esso poichè la virilità non viene scalfita e l’attrazione nasce comunque per il principio femminile presente nel puer che ancora non si è fatto uomo. 

I Romani per tanto avevano trovato quello che a mio parere è un equilibrio perfetto naturale per quanto riguarda questa faccenda condannando quelle pratiche omosessuali che deprivavano un’uomo della sua virilità ma senza sopprimere in maniera dogmatica e ossessiva gli istinti di attrazione sessuale. 

La virilità va tutelata a ogni costo essendo il principio di eccellenza di un’uomo e la fondazione di una civiltà che val chiamare con tal nome e la pederastia è l’unica forma di omosessualità che non depriva nessuno dei due membri di questo principio essendo il membro più anziano ,già uomo, il dominatore e il ragazzo, che non è ancora uomo e presenta ancora elementi femminei nel suo essere, il dominato, per poi cessare questa pratica una volta diventato vir effettivo.

Bisogna inoltre aggiungere che l’omosessualità nei tempi antichi era frutto di una libertà primordiale dell’essere e di una manifestazione di dominanza di uomini liberi e padroni di se stessi, ben lontana dalla condizione psico fisica moderna di completa sottomissione e mancanza di essenza profonda che porta a questa pratica per passività sottomissiva femminea e ignobile, per un uomo propriamente detto. 

Al che arriviamo alla seconda domanda. L’omosessualità moderna, contrariamente a quella antica, non è naturale in nessun modo ma indotta dal contesto vampirico moderno. La modernità non solo non da importanza al principio di virilità, ma è arrivata a demonizzarla fortemente per il semplice fatto che l’uomo virile sta in piedi da solo e non è adatto al tipo di uomo di “schiavo cristiano” che è promosso oggi giorno. Pertanto il possedere un’altro uomo non è più visto come un’atto di dominanza virile come in passato ma come un mezzo sociale di aggregazione e distrazione da uno stato di immensa fragilità interiore, con la distinzione fra passivo e attivo che non è più nemmeno considerata.  L’omosessualità nei tempi moderni (che si sta diffondendo troppo velocemente e a macchia d’olio per essere considerato processo naturale) è frutto a livello fisiologico dell’entrata nella catena alimentare (e quindi nei tessuti ormonali) di tutta una serie di sostanze chimiche estrogeniche esogene che destabilizzano l’assetto ormonale maschile, ma di più importanza è frutto di quella che è una completa sottomissione spirituale sotto ogni aspetto della vita e dell’essere che porta a un vero “infrocimento” sottile, che ha come conseguenza la passività in ogni lato della vita, tra cui pure in quello sessuale. 

I gusti sessuali inoltre dovrebbero rimanere cosa privata e le manifestazione lgbtq non fanno altro che dimostrare il disagio interiore dei suoi membri e la volontà degli enti governativi di voler promuovere questo fenomeno degenerativo, con finalità ultime quelle di eliminare l’antico concetto di famiglia e ridurre la popolazione occidentale effeminizzandola e sostituendola con elementi negroidi e arabi. 

Il punto finale di quest’articolo è che le pratiche omosessuali vanno bene dal punto che non minacciano l’essenza virile di un uomo, poichè l’uomo senza virilità non è niente e non vale niente. 

D’altro canto non possiamo condannare l’omosessualità in toto poichè essa ha a parer mio una componente dignitosa e naturale senza dimenticare però che in antichità l’omosessualità era quasi sempre accompagnata dalla suo controparte eterosessuale e da uomini veri e propri. 

In una società sana un uomo può essere ANCHE omosessuale, ma deve sempre essere uomo. 

L’uomo effemminato è una degenerazione non trascurabile e pericolosa per la struttura della società e della famiglia, pertanto andrebbe sicuramente non promosso e preferibilmente eliminato dall’immaginario collettivo di una civiltà degna. 

Omosessualità e “frociaggine spirituale” non devono essere ritenute cose collegate. Uomini come Alessandro Magno e Giulio Cesare, dominatori e vir per eccellenza, svolgevano pure questa pratica eppure non cessavano di essere guerrieri coraggiosi e virilissimi. Mishima, l’ultimo samurai, era omosessuale eppure ebbe il fegato di lasciare questo mondo corrotto dall’elemento subumano con un seppuku, il suicidio tradizionale giapponese. Questo, nonostante i suoi gusti sessuali, era più uomo di tanti “froci” etero di oggi giorno. 

Detto questo ritengo che nei nostri tempi, data la drammatica situazione del genere umano e un processo di devirilizzazione innegabile, sia più prudente rinnegare in toto l’omosessualità lasciandola cosa da nascondere dalla vita pubblica e sociale in quanto troppo destabilizzante per individui già così fragili e confusi come gli uomini moderni, che necessitano di ben altro che giacere a letto con altri uomini, per ritrovare la loro salute spirituale.   

Termino dicendo che spero di aver fatto riflettere il lettore con questo mio scritto su un argomento che rimane ancora oggi piuttosto complesso e misterioso aggiungendo una perla finale di sintesi che riassume il messaggio dell’articolo. 

In fine: Inchiappetta o farti inchiappettare, ricordati che sei uomo e comportati da tale e ciò vale sia per a chi piacciono le donne e a chi piacciono gli uomini. La dignità viene prima di tutto e un’uomo che fa la donna è nemico di se stesso e di tutto ciò che è bello e armonioso in questo mondo.